Pubblicato da: Pedro | novembre 30, 2007

Università per tutti

Da sempre uso le pagine di questo blog per esprimere le mie personali opinioni sui più svariati argomenti, così farò anche questa volta.

C’è una discussione che in questi giorni sta scaldando gli animi dei rappresenti degli studenti, gli studenti e i vertici stessi della facoltà di Ingegneria.

L’aula studio storica della nostra facoltà, denominata “Bunker”, è diventata ormai da un anno inservibile per chi vuole studiare seriamente a causa del continuo rumore. A quest’aula sono stati assegnati degli studenti pagati per mantenere l’ordine e la disciplina, denominati centocinquant’oristi.

bunker

Ricordo, circa 3 anni fa, la senzazione di fierezza e orgoglio che si provava entrando in un aula con 200 persone perfettamente silenziose e ordinate. A quei tempi, il primo che si azzardava a alzare il tono di voce veniva ripreso e ammutolito, non dal 150’orista ma dal vicino, stizzito.

Devo credere che le madri non insegnino più l’educazione ai propri figli? Che il rispetto e l’impegno siano passati di moda? Forse il nuovo ordinamento ha semplicemente permesso anche a persone “non all’altezza” di intraprendere la carriera universitaria. Forse il proliferare di corsi di laurea più facili e abbordabili ha favorito l’ingresso alla facoltà anche a persone che non amano quello che fanno, e perdono il loro tempo rumoreggiando in un’aula studio, piuttosto che andare a lavorare come avrebbero dovuto fare?

Catalogatemi pure come un classista o un massonico, ma non credo che l’università sia per tutti. Frequentare l’università deve essere possibile solo a quelli che lo vogliono davvero, che amano quello che fanno e si impegnano per ottenere dei risultati. L’università deve fare selezione, deve saper scartare le mele marcie e saper lucidare quelle buone. L’università deve essere il polo d’eccellenza dell’istruzione. Se si fa in modo che per tutti sia possibile raggiungere una laurea senza il dovuto sforzo, questa non sarà mai eccellente, per definizione.

Non fraintendetemi, questa selezione deve essere fatta su delle basi di cultura e impegno, non su basi economiche. Economicamente parlando l’università deve essere per tutti, come (o quasi) é in Italia. Il sistema accademico americano la selezione la fa con i soldi, ma ottiene comunque il risultato di motivare gli studenti.

Resta anche una considerazione culturale. Nelle aule studio di altri paesi europei (ho esempi di Spagna e Francia portati da amici), i collaboratori 150’oristi non esistono nemmeno, basta l’educazione del singolo. Questo nel nostro paese è sempre più raro.

Con queste premesse risulta difficile abbozzare una visione futura ottimistica dell’Università, ma anche dell’Italia in generale. Mi piange il cuore al pensiero di come la situazione potrà evolvere nel futuro e di quanto questi fatti influenzeranno il prestigio e il buon nome del mio agognato titolo di Ingegniere.

Non propongo soluzioni, perchè non ne vedo. Dopo questa vena di ottimismo, torno a studiare Analisi D in modo da andarmene prima possibile da questa università che sento sempre meno mia.


Responses

  1. Mi spiace dirti che ti sbagli su una cosa. Non è un anno che il sistema “educativo” va a rotoli, ma bensì da più di due anni!
    E’ vero vengono pagate delle personcine per mantenere l’ordine, ma se sono loro i primi a far caos come puoi pretendere che le nuove matricole prendano sul serio i loro “sermoni”?
    Non so se ti ricordi il nostro primo anno, le prime volte in Bunker a studiare algebra……..che cazziatoni ci tiravano se, magari perchè non eravamo in accordo sullo svolgimento di un esercizio, alzavamo la voce.
    Ed è proprio vero ciò che dici! Ai tempi c’erano gli anziani, quelli che si sono fatti un mazzo tanto per laurearsi al vecchio ordinamento, quelli che credevano in ciò che facevano ed erano li perchè “VOLEVANO ESSERE GLI INGEGNERI”!
    Purtroppo come si suol dire l’università è diventato un covodi cani e porci! E per mia esperienza o potuto constatare che l’impegno e la buona volontà spesso sono uno svantaggio!

  2. sono completamente d’accordo con te.
    finalmente uno che ha il coraggio di esprimere un parere cosi “scomodo”.

    non mi dilungherò troppo: penso solo che gran parte dei problemi in cui i giovani versano oggi sia dovuto all’atterramento del livello accademico.

    che crea false illusioni e pretese nocive (e a volte arroganti) in chiunque.

    un’ultima cosa: ho 23 anni.

    a presto

    S

    http://milanoromatrani.wordpress.com

  3. Sai quale è il vero problema? Il livello degli studenti peggiora via via e l’Università invece di raffinare i sistemi di selezione si inventa di tutto per fare arrivare gente a studiare. Non voglio essere cattivo o cinico ma l’anno introduttivo è solo un modo di far entrare nell’università persone che probabilmente sono più portate per un altro tipo di laurea. Perché vogliono fare tutti ingegneria? Se uno non passa il test vuol dire che non ha secchiato più di tanto durante l’estate, di conseguenza la sua motivazione non la dichiarerei “alle stelle” … che male c’è se va a fare qualcos’altro e tenta l’anno dopo, come fanno a medicina?
    L’anno di recupero introdotto è un’ottima mossa a livello fiscale ma dal punto di vista del servizio abbasserà necessariamente la qualità degli studi (a mio avviso).
    Il problema è che: piu studenti -> più soldini all’Ateneo da Roma.


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